Blog Action Day 08 – Poverty
Oggi, in occasione del Blog Action Day, Il mondo di Eta ospita due amici, P e W, per parlare della povertà nel mondo in un’intervista doppia.
Prima una breve presentazione sugli intervistati.
P è laureato in Economia e lavora nel sociale; vota estrema sinistra.
W è laureato in Ingegneria e lavora in una multinazionale Americana; vota destra.
Si conoscono e sono amici.
Domanda 1: “Cos‘è per te la povertà?”
Risposta di P: “E’ una mancanza di qualcosa su altro”
Risposta di W: “E’ la mancanza di risorse per il sostentamento. Ogni luogo ha una differente definizione di povertà.”
Domanda 2: “Se tu potessi proporre un’azione per debellare la povertà nel mondo, che cosa sarebbe e a chi la proporresti?“
Risposta di P: “Applicare politiche di contenimento degli utili sensibilizzando le aziende (etica finanziaria ed economia della decrescita). Proposta ai Ministri dell’economia del G8.”
Risposta di W: “La proporrei al G8 o ad altri enti simili che dirottino una quantità di risorse per rilanciare i Paesi poveri. Proporrei la creazione di strutture base per gli Stati in modo che riescano indipendentemente a produrre le risorse necessarie. Proporrei ingenti prestiti a fondo perduto. Tuttavia la ritengo un’azione utopica.”
Domanda 3: “Quale credi sia stata la risposta dell’altro alla domanda precedente?”
Risposta di P: “Penso che abbia proposta qualcosa legato a ridurre le tasse/la pressione fiscale sempre ai Ministri dell’economia”
Risposta di W: “Immagino abbia proposto qualche azione da parte di ONLUS.”
Domanda 4: “Credi che la povertà in Italia sia aumentata o diminuita negli ultimi 10 anni? E nel mondo? Perchè?”
Risposta di P: “Aumentata sia in Italia che nel mondo perchè si sono venute a creare le condizioni per un’accelerazione dell’accentramento del capitale perchè principalmente abbiamo avuto un abuso della finanza globalizzata come leva scardinatrice della vecchia economia basata sui fondamentali aziendali”
Risposta di W: “Sicuramente nella media il potere d’acquisto delle famiglie è sceso; si sta esaurendo la coda del Boom economico degli anni precedente. Cambiando lo stile di vita a cui le persone aspirano, cambiano le percezioni, per questo è complesso rispondere ad una simile domanda. Nella percezione delle persone c’è più malcontento ed insoddisfazione che solitamente è la spinta per i mercati finanziari.”
Domanda 5: “Credi che il Governo attuale stia attuando o abbia in serbo manovre sociali adeguate? E quello passato? Quale credi sia il risultato?”
Risposta di P: “L’attuale governo presenta politiche di riduzione della povertà sterili nel lungo periodo e finalizzate ad un mero consenso politico in un più ampio disegno di contrapposizione di classe in grado di portare ad una sistematica destabilizzazione sociale.
Il precedente Governo fallimentare per la breve durata del suo mandato non è stato in grado di portare a compimento un più lungimirante progetto di politiche di integrazione socio-assistenziali e sanitarie capaci di ramificare una redistribuzione di reddito e servizi nel Paese.”
Risposta di W: “Chiaramente il Governo attuale sta attuando meno azioni per debellare la disuguaglianza sociale quindi attuano più azioni a livello finanziario. In generale, le azioni proposte come aiuti economici alle famiglie meno abbienti sono palliativi per l’opinione pubblica.
Il grosso problema è che qualunque azione di più ampio respiro proposta sia dalla destra che dalla sinistra, viene troncata da una forte opposizione mentre servirebbe un coordinamento adeguato da entrambe le parti politiche. Quindi sono solo possibili piccoli passi in quanto qualunque genere di grossa riforma viene affossata sul nascere.
Cioè che accade spesso è che per ogni riforma proposta, si modificano equilibri da tempo esistenti che danno avvio a proteste sociali e mediatiche che alla fine bloccano o mitigano ogni intervento. E’ chiaro che democraticamente parlando il processo è corretto ma si instaurano staticità deleterie a livello sociale. Ed è per questo che ritengo che lo Stato debba a volte prendere decisioni più forti portando avanti le azioni decise anche se impopolari.”
Domanda 6: “Ti trovi in un luogo affollato in un’interminabile fila e di fianco a te si trova una persona di un ceto sociale inferiore al tuo. Quali sono le tue emozioni?”
Risposta di P: “Non provo emozioni per il suo status sociale, posso essere interessao dalla sua personalità.”
Risposta di W: “Se mi danno l’impressione di essere persone disoneste continuo a controllare il portafogli ogni 10 secondi. A livello di persona invece non mi importa.”
Domanda 7: “Si parla spesso di annullare i debiti dei Paesi del Terzo Mondo. Che cosa ne pensi? E’ una causa che senti tua? Ti impegna?”
Risposta di P: “E’ una semplificazione propagandistica che poggia su basi scarsamente economiche.”
Risposta di W: “Non mi tocca e non mi impegna. Penso sia una causa poco auttabile a livello economico globale soprattutto vista l’attuale stato dell’economia. Sarei inoltre d’accordo solo per quei paesi non toccati da guerre e da instabilità politica dove sarebbe solo aiuti ad un’ulteriore destabilizzazione..”
Domanda 8: “Quali pensi siano i primi tre problemi dell’Umanità al momento?”
Risposta di P: “La povertà è mancanza e in un mondo di disuguaglianza e di scarse risorse, per forza di cose c’è povertà. premesso ciò le mie tre scelte sono:
- Guerra: fallimento della politica
- Disagio: fallimento della socialità
- Ambiente: fallimento dell’equilibrio con le risorse
Risposta di W: ” Per me sono:
- Ignoranza, che nel terzo millennio ci siano ancora guerre di religione è segno di grande ignoranza e arretratezza culturale.
- Uso smodato delle risorse, se non arginato per tempo sarà devastante a livello ambientale e ma anche a livello geopolitico.
- Ipocrisia, troppo spesso le azioni eseguite a livello globale sono giustificate da buoni propositi quando alla fine dietro ci sono sempre solo motivi economici.
Domanda 9: “Tu cosa fai per sconfiggere la povertà? Hai impegni civili? Quali?”
Risposta di P: “Spendo la mia vita per i più deboli. Faccio Politica (e non parlo di politica) partecipando alla creazione di dinamiche inclusive fondate sulla condivisione di pratiche di accoglienza che siano in grado di sintetizzare movimenti culturali capaci di elaborare modelli socio-assistenziali giuridici e legali replicabili sul territorio per aiutare i più deboli e gli emarginati.”
Risposta di W: “Assolutamente nulla, al momento combatto la mia
”
Domanda 10: “Fai un augurio a chi vuoi“
Risposta di P: “Alle persone comuni che ritrovino la forza di indignarsi perchè l’indignazione è l’ultima risorsa dell’intelligenza”
Risposta di W: “ Auguro alla terra di essere in grado di sostenere l’umanità almeno finche l’avanzamento tecnologico non la renda superflua”

