Baci
Leggendo questo bel post di Chiaratiz, mi son trovata a ripensare ai miei baci speciali.
Quelli che poi magari di speciale non hanno nulla ma che sono l’inizio di qualcosa e che ricordi o favoleggi a vita.
Che poi non son mica tanti i baci da ricordare, e a volte non sono nemmeno i migliori.
Mi ricordo quello ai giardinetti in montagna, sdraiata a guardare le nuvole, quella visuale interrotta dal suo viso, quel bacio inaspettato, i suoi capelli lunghi che ci schermano dal mondo e quel profumo di pino e di marlboro. Ancora oggi quando lo sento ripenso a quel bacio e alle sue matite rosse e blu.
Poi c’è stata quella panchina verso la stazione, i miei capelli corti e la sua camicia bianca, quel bacio così timido ed imbranato da sembrare il primo. Ed il primo infatti è stato di una vita intera.
Quello di corsa sul binario della stazione, come un vecchio film degli anni 20, con l’amica che sorrideva complice ed il vento che portava via i sorrisi.
Quello sulla sua moto, ancora con l’adrenalina che arrossava le guance, un bacio rubato, con le sue mani tra i capelli e quell’ingenuità di allora.
O quello contro la porta del laboratorio, con i camici bianchi ed io con il cacciavite in mano, con quell’odore acre di solventi a fare da sottofondo. Non riesco a non sorridere a pensare a quante pcb ha buttato quel pomeriggio.
Ed infine in quell’aeroporto, dietro quella sbarra, in punta di piedi, occhi negli occhi a labbra sfiorate, con il suo profumo ad abbracciarmi e la sua mano sulla nuca. Quel toccare il cielo con un dito e dimenticarsi del mondo attorno.
Chissà quale sarà il prossimo…
Posted via web from L’angolino

La cosa più bella di questo post, già bello di per sé, trovo che sia la riga finale